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Museo archeologico navale "Nino Lamboglia"
Loc. Mangiardino 0789/790660
Orario 8.30/13.30 giorni feriali
Breve descrizione:
La struttura del museo è unica nel suo genere, dedicata ai reperti della celebre
nave romana naufragata presso l’isola di Spargi verso il 120 a. C. ed agli altri
ritrovamenti subacquei dell’arcipelago di La Maddalena
Museo nazionale del compendio Garibaldino
Isola di Caprera 0789/727162
orario 9.00/13.30 anche festivi
Breve descrizione:
Il Compendio Garibaldino di Caprera comprende l’insieme degli edifici, delle
pertinenze e dei cimeli un tempo proprietà di Garibaldi ed ora dello Stato.
Il Generale si stabilì a Caprera nel 1857, in un periodo particolarmente difficile
della propria vita dopo la morte di Anita, la caduta della Repubblica romana,
l’abbandono dei figli, e trovò in quest’ambiente l’atmosfera ideale per riprendersi
psicologicamente e ricostruire la propria vita. Il complesso è situato in un
ambiente particolarmente suggestivo per la sua collocazione vicina al mare,
con la roccia granitica affiorante e la tipica vegetazione mediterranea. La
visita inizia dalla stalla dove sono conservati gli attrezzi da lavoro e alcuni
cimeli, testimonianza della sua passione per la terra. Nell’atrio della "casa
bianca" si notano diverse armi e la carrozzella del Generale; nella camera
da letto matrimoniale ci sono la scrivania e la pianola, ritratti a matita alle
pareti; si visita poi la camera di Manlio, figlio della prima moglie, la stanza
di Clelia, la cucina; nella stanza dei cimeli sono raccolti gli oggetti personali,
alle pareti del tinello si possono notare copie di dipinti famosi ed altre opere;
nel salotto si nota la poltrona in pelle e lo scrittoio-leggio regalatogli dalla
Regina Margherita di Savoia; nella "stanza della morte" si nota il
letto rivolto verso la finestra da cui il Generale poteva scorgere la Corsica
e il mare. Dalla "casa bianca" si scende alla tomba di Garibaldi e
al piccolo cimitero ove sono sepolte le figlie Rosa e Anita, accanto alle quali
riposano Teresita, Francesca Armosino, Clelia e Manlio