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Si ritiene che la città di Olbia sia stata fondata dai Cartaginesi nel IV secolo a.C. e per alcuni dovrebbe il nome ad una preziosa collana in pasta vitrea rinvenuta nella necropoli punica; mentre una diversa interpretazione ritiene antecedente all'arrivo dei Cartaginesi la presenza di una colonia greca, dalla quale deriverebbe il nome Olbìa (da olbios ad indicare la sua felice posizione geografica) poi mutato per i fonemi della lingua protosarda in Ulbia. Nel 259 a.C. durante le guerre puniche fu occupata dai romani, della cui dominazione conserva diversi reperti. Al nome romano Olbia si è sostituito quello di Phausania, quindi quello di Civita quando fu capitale del Giudicato di Gallura. Perse di importanza con le incursioni dei pirati arabi, la diffusione della malaria e la progressiva ostruzione dell'imboccatura della baia per i detriti del fiume; fu proprio per questo e per i ridotti scambi con il continente che Olbia cessò di essere capitale del Giudicato e sede della Diocesi, a vantaggio prima di Castelsardo e poi di Tempio. Nel trecento, la fine del Giudicato e l'occupazione pisana determinò il nuovo cambio del nome il quello più toscano di Terranova. La successiva occupazione spagnola la ha assegnata a diverse famiglie feudali, tra le quali i Borgia. Solo nel secolo scorso, a seguito dello sviluppo del porto, la città si è ripopolata assumendo il nome di Terranova Pausania; finché nel 1939 con la rivalutazione delle tradizioni romane le è stato reimposto il nome di Olbia.
Chiese
La chiesa di San Simplicio, ex Cattedrale, si trova nel centro storico, in fondo a Corso Umberto, a destra dopo il passaggio a livello. Fu costruita in tre diverse fasi tra l' XI e il XII secolo, al di sopra di una necropoli romana. La costruzione, in stile romanico pisano-lombardo, è realizzata con blocchi di granito grigio. La facciata, completata nel XII secolo in stile romanico-lombardo, è tripartita, divisa da due lesene ornate da archetti; al centro del timpano si trova una grande trifora di tipo islamico, divisa da colonnine; a destra del timpano c'è un piccolo campanile a vela aggiunto in seguito, da notare il rilievo sull'arcata sinistra che rappresenta un cane e un uomo a cavallo, simile alle decorazioni di foggia longobarda.
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San Simplicio |
San Simplicio: abside |
Anche i fianchi e l'abside sono divisi da lesene e ornati da archetti romanici. La pianta è a tre navate divise da archi sostenuti da colonne e pilastri, con mensole e capitelli scolpiti con motivi ornamentali. La navata principale termina con un abside semicircolare, nella quale si possono anche vedere resti di affreschi del XV secolo, raffiguranti San Simplicio, San Vittore e un corteo di fedeli. All'interno della chiesa, che come si è detto fu costruita sopra una necropoli prima romana, poi cristiana, si trovano molte lapidi ed altri reperti lapidei romani. San Simplicio, vescovo di Olbia, fu martirizzato sotto l' imperatore Diocleziano (III sec.d.C.).
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San Simplicio: particolare del rilievo in marmo |
San Simplicio: particolare di un capitello scolpito |
Per visitare il Castello di Pedres, che dista un paio di chilometri da Olbia, bisogna prendere la strada per Loiri e percorrerla per 3,3 km., sino ad un cartello che segnala il Canile Europa, qui si imbocca la strada sterrata che porta al canile. Sorpassato il campo di calcio che si vede sulla destra, si percorrono altri 2 km. e si arriva ad un parcheggio: il castello è proprio di fronte a voi, su una piccola altura, accessibile facilmente. Le prime notizie storiche relative a questo castello sono databili al 1296. L'impianto del castello era composto di due piazzali cinti da mura, integrate nella roccia naturale. Nel piazzale superiore è ancora visibile il mastio, una grande stanza diroccata, ed un'altra stanza con volte a crociera, c'è poi una piccola cisterna. Il Mastio è la parte più visibile, conserva ancora un'altezza di più di 10 m. e in origine era diviso in quattro piani in legno; sul terrazzo la pavimentazione era in coccio. Lo stile della costruzione è molto simile a quello pisano, quindi è probabile che sia stato costruito da maestranze toscane, durante il periodo giudicale dei Visconti in Gallura.
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| Castello Pedres: torre | Castello Pedres: torre |
Per arrivare al Castello di Sa Paulazza, che dista 5 km. da Olbia, si prende la strada per la zona di Amoras, e si prosegue sulla strada asfaltata per la frazione di Enas. Dopo il passaggio a livello si troverà una deviazione a destra per l'azienda agricola Sanciu, qui dopo aver chiesto il permesso e qualche indicazione, si prosegue a piedi verso ovest. Il Castello si trova su una piccola altura di 234 m., ha una pianta quadrata, con torri ai quattro angoli, ed è sicuramente di epoca bizantina, costruito quando l'imperatore Giustiniano riconquistò la Sardegna nel 534 d.C. L'origine bizantina è riscontrabile sopratutto nella torre a sud-est, a pianta pentagonale. Per la costruzione del Castello furono utilizzati grandi blocchi, ricavati da un nuraghe preesistente nel sito.