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I PRINCIPALI SITI ARCHEOLOGICI NEI DINTORNI DI PORTO TORRES
Archeologia
Sulla SS131 si possono visitare due siti archeologici di grande importanza, soprattutto il primo, l'altare prenuragico di Monte d'Accoddi, l'unico zigurrat megalitico arrivato fino a noi.
L'altare prenuragico di Monte d'Accoddi:
A 2 km da Li Lioni, in località Ottava, troviamo sulla destra le indicazioni per l'altare prenuragico di Monte d'Accoddi. Prendiamola strada che dopo 400 mt ci porta al parcheggio, dal quale proseguiamo a piedi fino a raggiungere questo monumento megalitico unico in tutto il Mediterraneo occidentale, costituito da una piramide a gradoni sulla cui sommità si ritiene si svolgessero riti sacri e cerimonie collettive quasi sicuramente culminanti con sacrifici.
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Nell'area sono stati trovati importanti reperti di un primo insediamento prenuragico databile circa 4200 a.C. del quale si sono trovati resti di capanne circolari e vasi decorati con la tecnica del puntinato. Nel periodo della cultura di Ozieri nel 3500 a.C. si sviluppa un villaggio con capanne quadrangolari incentrate su un'area sacra della quale resta un menhir alto 4,70 metri e due tavole sacrificali con una stele femminile. A circa 300 anni dopo si fa risalire una prima fase del santuario, detto il tempio rosso, costituito da una struttura tronco piramidale di 24x27 mt, alta 5 mt, con una rampa lunga 25 mt che da terra permetteva di raggiungere la terrazza sulla sommità. Era realizzato con piccole lastre di calcare legate con malta intonacate e dipinte con ocra rossa. La cella è stata successivamente distrutta da un incendio e solo nel periodo della cultura di Abealzu e Filigosa, dal 2700 a.C., sopra il primo è stato edificato il secondo santuario che è arrivato fino a noi, costituito da un altare di 36x29 mt, alto 9 mt, con la sommità raggiungibile da una rampa lunga 42 mt. E' realizzato con strutture murarie di tipo megalitico, con grosse pietre messe in opera a secco senza uso di intonaco. Il monumento, a 300 mt dal quale sono presenti due massi di arenaria scolpiti e dipinti uno di bianco l'altro di rosso (forse la coppia divina Dea Madre e Dio Toro), testimonia un insolito ed eccezionale incontro fra il megalitismo tipico del mondo occidentale e un'architettura invece tipicamente orientale che ricorda i templi a ziqqurat dei quali sono stati trovati resti in Mesopotamia. Solo che questi ultimi erano realizzati in argilla e sono stati quasi completamente distrutti dal tempo, mentre quello di Monte d'Accoddi in pietra è assai ben conservato. La necropoli ipogeica di Su Crucifissu Mannu. |
Musei
Museo archeologico Antiquarium Turritano
L'Antiquarium Turritano è il Museo della Città Romana di Turris Libisonis, accoglie il materiale archeologico che illustra lo sviluppo urbanistico, l'ordinamento giuridico, le idealità religiose e le attività economiche di Turris Libisonis, l'odierna Porto Torres, divenuta in epoca romana uno dei più importanti centri della Sardegna. Il museo sorge ai limiti dell'area archeologica
Via Ponte Romano, 89 Tel: 079/514433
Giorni e orario d'apertura: feriale 9.00/19.00; festivo 9.00/13.00 - 14.00/ 20.00; tutti i sabati dal 1° giugno al 30 settembre anche 20.00/23.00.
Chiusura settimanale: lunedì. Area archeologica 9/19
Sono esposti reperti archeologici rinvenuti nel territorio di Porto Torres
Chiese
La Basilica di San Gavino Martire, edificata attorno all'anno Mille in stile romanico pisano arcaico da architetti ed esecutori pisani, è probabilmente la più grande chiesa romanica in Sardegna. Fu costruita su un'antica basilica paleocristiana, sopra i luoghi dove si pensa furono sepolti i martiri Gavino, Proto e Gianuario, martirizzati in epoca tardo-imperiale. Quelle che si reputano le reliquie dei santi si trovano attualmente nella cripta, costruita nel Seicento sotto la navata centrale, alla quale si accede da una bella scalinata posta in una delle navate laterale, dove si trovano anche alcuni pregevoli sarcofagi romani in marmo.
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San Gavino |
San Gavino: interno |
Numerosi sono gli interventi di modifica che la Basilica subì nel corso della sua lunga storia: i primi lavori vennero eseguiti nell' XII secolo ad opera di maestranze lombarde, in seguito, alla fine del Quattrocento furono aperti nel lato meridionale i due portali gigliati in stile gotico-catalano, e solo sul lato sud un grande portale doppio, sempre nello stesso stile. La pianta è a tre navate divise da undici colonne in granito e in marmo, alcune delle quali prese direttamente dalla città romana, e da tre pilastri di calcare per parte, sui quali poggiano archi a sesto ribassato. La chiesa è inoltre dotata di due absidi contrapposte, che non furono costruite contemporaneamente: in origine c'era solo quella occidentale, mentre quella orientale fu aggiunta nel XII secolo, quando fu demolita l'antica facciata. Gli ingressi sono tutti collocati sui fianchi, i quali sono decorati da archetti e monofore romaniche. La navata centrale è coperta a capriate, mentre quelle laterali hanno le volte a crociera. Sino al XVII secolo l'altare si trovava al centro della chiesa, equidistante dalle due absidi. Fu Cattedrale sino alla metà del XV secolo.
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San Gavino: abside sinistra |
San Gavino: particolare della decorazione scultorea |