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Musei
Museo dell'Intreccio Mediterraneo - - Castello dei Doria, via Marconi
Tel: 0879-471380
Orario9.30/13 15/17.30 l’orario di apertura pomeridiano può variare a seconda della stagione.
Nel museo sono raccolti prodotti artigianali ad intreccio riguardanti la vita domestica, l’ agricoltura, la pesca
Chiese
Su un'altura che domina il paese si possono visitare i ruderi del Castello dei Doria di cui rimane la cinta muraria e la rocca interna, databili al XII secolo, recentemente restaurate.
Al centro del paese si può vedere la Cattedrale di Sant'Antonio Abate, edificata nel Cinquecento in stile tardo gotico, ma rimaneggiata più volte, l'aspetto attuale è però frutto della ricostruzione avvenuta tra il 1597 e il 1727. la pianta è a navata unica con cappelle laterali, ripartita in sei campate con volte a botte, invece il transetto ha la copertura a crociera, che poggia su dei bei pilastri formati da colonne con capitelli scolpiti. La piccola capella della Madonna Del Monserrato ha la cupola ottagonale e le pareti rivestite con ceramiche azzurre, mentre nell'altra cappella si possono ammirare alcuni affreschi di gusto manierista. All'interno si possono anche ammirare molte opere dell'anonimo, ma famoso pittore sardo del Quattrocento, noto come il maestro di Castelsardo. La chiesa è affiancata da un bel campanile a pianta quadrata in stile aragonese.
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Castello dei Doria |
Torre di Castelsardo |
Il nuraghe Su Tesoru
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Percorsi quasi 9 km, poche centinaia di metri prima del bivio per Sedini, troviamo sulla sinistra della strada il nuraghe Paddagiu, indicato nella segnaletica come nuraghe di L'Eni dal nome della località, ma da tutti chiamato il nuraghe Su Tesoru. |
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La roccia dell'Elefante (a sinistra)
Subito più avanti arriviamo a un bivio con indicato sulla sinistra Sedini ed a destra Castelsardo. Imboccata la SS134 per Sedini, dopo 400 mt si vede sulla sinistra una deviazione che ci porta dopo poche decine di metri alla roccia dell'Elefante, una delle famose rocce presenti in Sardegna che gli agenti atmosferici hanno trasformato al punto da sembrare sculture di animali. Alla base della roccia, sul lato destro guardando l'elefante di fronte, è presente una domus de janas nella quale in una cella è stato trovato il simbolo delle corna taurine.
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