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Chiese
La chiesa parrocchiale della Natività di Maria, o Santa Maria Maggiore, fu edificata tra il 1582 e il 1610, in stile sardo-catalano, cioè l'insieme di stili che si sono succeduti in Sardegna, ma con l'aggiunta di decorazioni tipiche dell'artigianato sardo, come in questo caso i capitelli scolpiti con motivi biblici, e le decorazioni del portale, incorniciato da pilastri a fascio, sormontato da un timpano decorato. L'interno è a navata unica diviso in cinque campate da pilastri su cui poggiano archi a sesto acuto.
La chiesa di Sant'Antonio da Padova costruita nel 1682, ricorda nello stile la chiesa parrocchiale, con forme tardo-gotiche e rinascimentali. Si può visitare anche l'Oratorio di Santa Croce, dello stesso periodo, caratterizzato da un grande rosone centrale sulla facciata.
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| Chiesa di S.Lorenzo | S.Lorenzo: abside |
La chiesa romanica di San Lorenzo si raggiunge uscendo da Bonorva sulla strada provinciale per Bono: dopo circa 3 km troviamo il bivio per il villaggio di Rebeccu, segnalato da un cartello. La chiesa di San Lorenzo, si trova a destra della strada, sopra una piccola altura, un pò distante dal villaggio. L'edificio, a navata unica absidata, è del XII secolo e presenta una bella facciata realizzata in calcare chiaro con inserti irregolari di trachite nera, decorata da archetti romanici pensili. Il portale è sormontato da un arco bianco e nero. La chiesa fu in parte distrutta nell' Ottocento per riutilizzare i materiali, infine fu restaurata nel 1982, cercando di utilizzare conci simili agli originali.

Chiesa di S.Giulia
Continuando sulla stessa strada, si arriva infine al villaggio di Rebeccu, di origine medievale, dove troviamo la chiesa di Santa Giulia, risalente al XII secolo.
Museo archeologico p.zza sant.Antonio.
Archeologia
LA FONTE NURAGICA DI SU LUMARZU.
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Percorriamo la strada provinciale che arriva da Thiesi per Bono che ci ha portato al nuraghe e che da qui prende il nome di SP21. Dopo circa 10 km questa si immette sulla SP43 che prendiamo svoltando a destra in direzione di Bonorva, un importante centro agro-pastorale che sorge sotto il lato settentrionale dell'altipiano della Campeda. Nel nostro viaggio non raggiungeremo però questa cittadina perché svolteremo prima verso la importante necropoli di Sant'Andrea Priu. |
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La necropoli di Sant'Andrea Priu. |
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Dopo 2,5 km troviamo la deviazione sulla sinistra che porta alla chiesetta di Santa Lucia, oltrepassiamo la chiesa dopo 500 mt arriviamo alla necropoli di Sant'Andrea Priu, in un'area recintata, probabilmente la più importante di tutta la Sardegna. Viene fatta risalire alla Cultura di Ozieri tra il Neolitico Recente e l'Eneolitico, tra il 3500 ed il 1800 a.C. ed è costituita da una ventina di domus de janas scavate sulla parete rivolta a sud di una collina di roccia trachitica alta 10 mt e si trovano a una certa altezza rispetto al piano sottostante. La tomba principale è detta la tomba del capo ed ha una estensione di 250 mq. E' costituita da una prima sala con sulla volta scolpito il simbolo del sole, che porta sul pavimento i resti scavati di antichi sarcofaghi. Da questa si accede alla sala principale trasformata poi nel tempo in una chiesa cristiana dedicata a Sant'Andrea. In questa i recenti restauri hanno portato alla luce significativi affreschi paleocristiani, ancora non pubblicati e quindi non fotografabili. Le due sale sono collegate da passaggi interni ad altri 14 locali più piccoli. Molto nota anche la tomba a capanna, rettangolare, con la volta scolpita ad imitazione dell'interno delle capanne del Neolitico. All'interno di altre tombe si vedono il focolare rituale e le coppelle scavate nel pavimento. |
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Sulla parte più alta della collina nella quale è scavata la necropoli svetta una misteriosa scultura ricavata da un blocco di trachite, considerata la statua del dio toro e detta per questo il toro di Bonorva. Si trattava probabilmente di un altare sacrificale. La statua è alta due metri ed ha quattro gambe monolitiche, ma è stata purtroppo decapitata durante il periodo della dominazione Romana. |
La piccola chiesa di San Lorenzo a Bonorva.
Tornati indietro sulla SP43 riprendiamo in direzione di Bonorva e 1 km dopo la deviazione per Sant'Andrea Priu troviamo quella per Rebeccu. La prendiamo e lungo la strada vediamo la chiesa di San Lorenzo a Bonorva.
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La fonte nuragica di Su Lumarzu. Percorso 1 km arriviamo a Rebeccu, al termine della strada in una piazza sterrata. Prendiamo la stradina di fronte al Ristorante Su Lumarzu e subito a destra un sentiero fino alla seconda traversa sulla sinistra, dopo circa 200 mt, con una freccia in legno che indica la fonte. La traversa è un sentiero non molto comodo che percorriamo per circa 200 mt superando un cancello sempre aperto, poi un ponticello in legno sopra il ruscello che sgorgava proprio dalla fonte e subito a destra arriviamo alla fonte sacra nuragica di Su Lumarzu. |